Per chi ha seguito questo blog e i suoi articoli, saprà che, un argomento delicato come la violenza sulle donne, è già stato affrontato e analizzato sotto diversi punti in passato, come in questo caso.
Quest'oggi ho deciso di tornare a parlare di esso "grazie" a una ragazza che, vittima di violenza familiare, ha deciso di parlarne, concedendomi un'intervista. La persona in questione, che ha deciso di rimanere anonima e che quindi chiamerò semplicemente "A.", si è ritrovata la sfortuna di nascere in una famiglia basata sulla prepotenza, sul menefreghismo, sul motto "io ti ho partorito e fai quello che ti dico".
A. ha solo 14 anni, ma ha già le idee chiare su cosa vorrebbe fare da grande. Da piccola sognava di diventare una scrittrice di romanzi ma, col passare del tempo il crescente amore per la matematica, l'ha portata su un'altra strada. Purtroppo la sua carriera scolastica non è sempre al massimo per via dei vari problemi familiari ma, nonostante questo, lei non molla, e continua a studiare ogni giorno per raggiungere il suo obiettivo. Quando ho conosciuto A. mi sono stupito di quanta saggezza e quanta grinta c'è in lei, anche se ancora ignaro ciò che c'era dietro.
Il suo passato l'ho scoperto man mano, ma per lei ovviamente non era facile parlarne. Sono stato io ad insistere sull'aprirsi e cercare di affrontare tutta la vicenda, ed è anche per questo motivo che lei ha accettato di incontrarmi e di diffondere il tutto sul web.
"Sto impazzendo, sto lottando per avere quel che hanno quasi tutti: la propria vita."
Questo è solo uno dei tanti messaggi di disperazione che mi sono arrivati da A. prima che la incontrassi. Messaggi di una ragazza semplice, che non chiede vestiti firmati o il cellulare all'ultima moda, ma soltanto una vita normale, come i suoi coetanei. Ci sono alcuni momenti - raccontò - in cui si sente chiusa, circondata, le manca l'aria. Ma lasciarsi tutto alle spalle non è facile, soprattutto se ciò che hai passato, ti perseguita anche quando non dovrebbe, come in un momento giocoso con i propri cugini.
Ma questo è nulla. A. ha dichiarato di venire picchiata, ricevendo pugni e calci addirittura dal fratello maggiore.
Dopo varie dichiarazioni alquanto scioccanti, A. si fece coraggio e decise di compiere questo enorme passo. Nonostante tutto l'intervista, che troverete qua sotto, non fu una passeggiata. Anche se parlarne ha sicuramente aiutato ad "alleggerire" la questione, i lividi restano e non si possono cancellare.
- BENVENUTA CARA, COME STAI?
"Bene" diciamo..
- QUANDO TE LA SENTI INIZIAMO..
Eh.. farò un bel respiro..
- QUANTI ANNI HAI E DI DOVE SEI?
Ho 14 anni e vengo dal Pavese.
- QUAL E' ESATTAMENTE IL TUO PROBLEMA?
Il
mio problema è iniziato quando sono nata. Sono cresciuta in una casa senza
educazione, senza regole. Mia madre mi aveva cresciuto con lo scopo di mangiare
finché non riuscivi a stare in piedi. Mio padre invece si separò da lei ai miei
7 anni e non lo vidi molto perchè era sempre fuori, rifiutava quel mondo che c'era in
casa. A 7 anni cominciò a mandarmi in giro da sola per andarle a comprare
birre, sigarette e a chiedere gli avanzi dei negozi. Le mattine di scuola che
non volevo alzarmi, cioè i soliti capricci dei bambini, lei mi lasciava
dormire. Ebbi una bocciatura e lei mi diede la colpa davanti a mio padre. Ora
che sono lontana da lei sto bene ma ogni volta che mi scrive comincio ad avere
incubi e attacchi di panico.
- SECONDO TE PERCHE' SI COMPORTA COSI'?
Credo
sia nato dal fatto che mia madre non avesse mai avuto voglia di fare niente e
quindi cercò la persona che la mantenesse incastrandola con i figli.
- I PROBLEMI SONO INIZIATI CON TE O C'ERANO GIA'?
Per quel che so prima
della mia nascita le cose non erano diverse
- HAI MAI PROVATO A CERCARE UNA SOLUZIONE?
Si
ma non è servito. Quando dopo le vacanze tornavo da lei provavo a cambiarla, a
cambiare lo stile di vita ma è stato inutile
- TUTTO QUESTO IMMAGINO ABBIA INFLUENZATO, NON SOLO LA TUA VITA, MA ANCHE TUTTE LE TUE DECISIONI: COME?
Tutto ciò mi ha aiutato
a imparare a distinguere il bene dal male, e questo mi portò anche a chiedere a mio padre
di vivere con lui e la sua compagna.
- NE HAI GIA' PARLATO CON QUALCUNO OLTRE A ME?
Sì, ne parlai con la
compagna di mio padre. Fin dall'inizio cominciai a parlarle di tutto e lei mi
spiegava dove era l'errore. Lei cercò di convincere mio padre a tenermi lì. ma
mio padre non immaginava che vivessi una situazione del genere finché non glielo dissi io.
- COSA TI HA SPINTO A DIFFONDERE IL TUO PROBLEMA SU INTERNET E, DI CONSEGUENZA, A SCRIVERE QUESTO ARTICOLO?
Mi ha spinto la speranza. La speranza che tutto questo potesse aiutare non solo me, ma tutti quelli che passano e/o passeranno una
situazione del genere. Non è bello per niente, soprattutto quando guardando indietro rivedi i lividi del passato.
- PENSI CHE IL FATTO DI PARLARNE E DI SCRIVERE QUESTO ARTICOLO POSSA AIUTARTI IN QUALCHE MODO?
Penso di sì. Non sono l'unica che
ha subito questo e c'è chi ha passato di peggio e voglio dimostrare
a tutti, ma prima a me stessa, che
chi ti tratta male ti rende più forte e, quando sei più forte, niente più ti
tocca. Sono pronta ad affrontare ogni critica, ma prima ho cercato di
affrontare il mio passato, quindi nulla mi può fermare.
- VUOI LANCIARE UN MESSAGGIO ALLE ALTRE VITTIME?
Sì, vorrei dire a chi subisce questo di essere forte e parlarne con qualcuno, di
far capire a più persone possibili quello che si passa .Chiunque (insegnanti,
amici, conoscenti, tutti), senza avere paura delle conseguenze. Non siete soli e loro non sono nessuno, voi meritate di avere una vita e ,se sto ancora lottando per
questo lo faccio perché voglio essere da esempio a qualcuno là fuori.
- AVENDO DELLE UNGHIE COSI' LUNGHE, NON HAI MAI PENSATO DI USARLE COME ARMA DI DIFESA? (SDRAMMATIZZAZIONE)
Picchiata, schiavizzata, insultata, A. è una ragazza che avrebbe potuto brillare nella sua vita fin da giovane, ma che ahimè ha dovuto solo subire. Quella che sembra una trama da film hollywoodiano, in realtà è la spaventosa storia di una innocente ragazza di provincia. Come lei ce ne sono tante in questa situazione. Il mio consiglio è sempre quello di aprirvi e parlarne con qualcuno. Io intanto continuerò ad affrontare l'argomento con chi vorrà, nella speranza che, magari un giorno, qualcosa possa cambiare. Ovviamente per chi vorrà parlarne, io sarò sempre disponibile! Potrete contattarmi al mio indirizzo mail bombermattiuz93@gmail.com o tramite il mio Twitter @Mattiuz93.
giovedì 23 agosto 2018
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